Nella regione, ogni giorno vengono immessi nelle reti idriche 359 litri d’acqua pro capite, ma se ne perdono 127 litri, pari al 35,4%. Tra i capoluoghi piemontesi, Verbania è il più sprecone, con il 43% di perdite, seguita da Novara (31,5%), Biella (30,7%), Alessandria (28,9%), Torino (25,6%), Vercelli (22,2%) e Asti (19,2%).
Nel territorio piemontese, nei 10 settori a più alto consumo idrico operano 10.298 imprese, che impiegano 124.887 addetti. Di queste, 6.892 sono imprese artigiane, con 27.589 addetti, rappresentando il 66,9% del totale delle imprese piemontesi attive in settori ad alta intensità d’acqua. I primi 10 comparti manifatturieri con il maggior utilizzo di acqua sono: l’estrattivo (21,7 litri per euro di produzione venduta), il tessile (20,9 litri), la petrolchimica (17,5 litri), la farmaceutica (14,1 litri), la gomma e materie plastiche (12,4 litri), il vetro, ceramica e cemento (11,2 litri), la carta (10,1 litri) e i prodotti in metallo (7,4 litri).
A fronte di una spesa pubblica insufficiente per la manutenzione delle infrastrutture, si registrano perdite idriche elevate e diffuse. Su 8 miliardi di metri cubi di acqua immessi nelle reti comunali, se ne perdono 3,4 miliardi (42,4%), un volume superiore all’acqua erogata nell’intero Centro-Nord (3,2 miliardi di metri cubi). Le perdite variano a livello territoriale: 33,5% nel Nord-ovest, 37,2% nel Nord-est, 43,9% nel Centro, 50,5% nel Sud e 51,9% nelle Isole, dove si concentra la crisi idrica estiva del 2024.
Le cause delle perdite sono attribuibili a fattori fisiologici, come rotture delle condotte e vetustà degli impianti, e a fattori amministrativi, come errori di misurazione dei contatori e usi non autorizzati. Il PNRR prevede interventi significativi per ridurre le perdite idriche, con 5,4 miliardi di euro destinati alla gestione dell’acqua, di cui 2,0 miliardi per infrastrutture idriche primarie e 1,9 miliardi per la riduzione delle perdite, inclusa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti.
“Noi piccoli imprenditori siamo fortemente interessati a una corretta gestione idrica”, ha dichiarato Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino. “Le imprese con meno di cinque addetti utilizzano principalmente acqua della rete pubblica per uso civile, mentre le medie e grandi imprese si affidano a sistemi di auto-approvvigionamento o a infrastrutture dedicate. Per questo insistiamo sulla necessità di investimenti per ridurre le perdite idriche causate dalle cattive condizioni delle infrastrutture”.